sabato 7 giugno 2014

Scrivo di notte per ingannare l'insonnia, il buio mi aiuta a non fare correzioni d'emozioni scritte d'istinto.

La ballerina danzava in punta di piedi, sulle parole che il poeta componeva per lei, piroette di emozioni, affondi di versi, casquè di sentimenti, musica e poesia si incontravano ogni notte come il buio e la luna.


Col tempo, nel corso della vita ho imparato a cambiare il rumore del mio passo, mi ricordo quando da piccola arrivavo correndo e il mio passo aveva il rumore delle risate, lo si poteva sentire da lontano arrivare con energica allegria, poi crebbi e per un breve periodo divenne timido, silenzioso e più pacato, poi cambiò in un ticchettio di scarpe col tacco, tornò ad essere rumoroso ma giudizioso, come una predatrice sensuale che attira le sue vittime facendo rumore, come ad annunciarsi, come una trappola, poi il mio preferito, il rumore divenne gommoso e comodo di stivali e anfibi un misto di avventura e di spensieratezza, fino ad ora che il mio passo è silenzioso e furtivo come quello dei felini, ora che la vita la cammino a piedi nudi.